Suicidi tra il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate. Istituzione di un Osservatorio nazionale.

Qualche giorno fa abbiamo dovuto annotare la notizia di un altro suicidio di un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza: il quarto dall’inizio dell’anno: un giovane ufficiale di soli 26 anni si è tolto la vita con un colpo di pistola d’ordinanza.

I recenti eventi suicidari, occorsi nell’ultima settimana di agosto, rendono sempre più urgente un intervento delle istituzioni.

Il 24 agosto un militare della Marina Militare, sotto capo prima classe, di 36 anni, mediante l’ingestione di un decotto tossico; il 27 agosto un carabiniere, appuntato scelto di 39 anni e il 30 agosto un Tenente della Guardia di Finanza di 26 anni, il 31 agosto un Maresciallo Maggiore di 56 anni, con un colpo di pistola d’ordinanza.

Al riguardo è opportuna una riflessione per quel che attiene al fenomeno suicidario in divisa, per il quale sarebbe utile una maggiore sensibilità alle peculiari problematiche del personale, che interessano sia l’ambito familiare e sia quello lavorativo.

In questo senso sembra possibile prospettare un diverso approccio alle problematiche del personale, che permetta di cogliere il disagio psichico, relativo sia ad aspetti personali e sia a stimoli stressogeni che emergono dal tessuto lavorativo in cui opera, in modo da contenere il fenomeno suicidario in divisa.

I dati dei suicidi

Dall’inizio dell’anno sono 38 i suicidi resi pubblici di appartenenti alle Forze di polizia e Forze Armate (4 i suicidi nella Guardia di Finanza).

I dati statistici degli ultimi anni evidenziano, nella stretta attualità, una vera e propria emergenza e fanno riflettere sulla gravità del problema, che ancora oggi denota un certo imbarazzo istituzionale che ne frena la prevenzione.

Nel complesso l’anno 2020 ha fatto segnalare n. 51 eventi suicidari nelle Forze di Polizia e Forze Armate.

Sono dati ricavabili dalla pagina facebook “Osservatorio Suicidi in Divisa”, che rileva i dati da notizie pubblicate dagli organi di stampa o nella rete internet e nei social.

Non sono dati ufficiali e, pertanto, non rappresentano un censimento dettagliato , ciononostante tratteggiano una contingenza inquietante che attiene all’esposizione a situazioni di grave disagio che possono portare anche a gesti estremi, come appunto il suicidio.

I dati ufficiali cui si può far riferimento sono contenuti nella risposta all’Interrogazione parlamentare 3-02082 del 15/09/2016, concernente i casi di suicidio all’interno delle forze di polizia.

Il sottosegretario di Stato per l’interno ha indicato i dati relativi al fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle Forze di polizia e alla polizia municipale, con riferimento al periodo compreso tra il 2009 e il 2014:

  • Polizia di Stato 62 suicidi età media 44 anni – in 50 casi utilizzata la pistola di ordinanza, in 4 casi un altro tipo di arma.
  • Arma dei carabinieri 92 suicidi, età media tra i 39 anni nel 2014 e i 45 anni del 2012, in 80 casi con arma da fuoco.
  • Guardia di finanza 45 casi di suicidio età media 44 anni, in 41 casi è stata utilizzata l’arma di ordinanza.
  • Polizia penitenziaria 47 suicidi, età media 43 anni, 30 suicidi con arma di ordinanza e due con arma personale dei soggetti coinvolti
  • Ex Corpo forestale dello Stato, 8 suicidi, tutti con arma di ordinanza, età media 44 anni.

Nella risposta all’interrogazione parlamentare, il sottosegretario, nell’escludere che gli eventi in parola siano riconducibili a problematiche di disagio lavorativo, ha annunciato l’elaborazione di un documento atto a fornire tutti i dati di dettaglio e a individuare le iniziative per la prevenzione del fenomeno nell’ambito della Polizia di Stato. 

In base ai dati a disposizione, la media dei suicidi all’interno delle Forze dell’ordine sarebbe superiore rispetto alla media nazionale, qualora misurata in termini percentuali. 

L’uso dell’arma, per la sua disponibilità, è elemento che può agevolare il suicidio e ne determina la tragicità.

Cause e  soluzioni

Gli eventi suicidari, spesso, si presentano in modo violento e inaspettato rispetto a ciò che era la percezione del comportamento della persona coinvolta.

Di solito non ci sono segnali apparenti che lascino intravedere la possibilità di un gesto così estremo.

Negli ultimi anni, il Corpo della Guardia di Finanza ha compiuto significativi progressi attraverso una convenzione con l’Ordine nazionale degli psicologi, l’avvio dei centri di ascolto psicologico presso i comandi Regionali del Corpo, la direttiva del Comandante Generale atta a sensibilizzare i comandanti di Reparto a una maggiore attenzione alle problematiche del personale dipendente.

Seppure apprezzabili tali iniziative non appaiono ancora sufficienti, nella considerazione del numero di suicidi che interessa la Guardia di Finanza.

In particolare sembrano sussistere alcune criticità nell’approccio adottato.

In primo luogo vi è una difficoltà di accostamento agli strumenti a disposizione, dettati da uno stato di disagio che spesso comporta un senso di disperazione e impotenza, i quali rendono stagnanti le risorse interne utili a ricercare uno stato di cura personale; a ciò, si aggiunge un vissuto di isolamento che preclude la capacità di chiedere aiuto.

Inoltre, la fruibilità dei centri di ascolto psicologico è spesso subordinata alla mediazione del Capo Sanitario, alla posizione nelle vicinanze degli uffici dei Comandanti di Reparto, nelle infermerie regionali o comunque all’interno delle caserme, con evidenti limitazioni alla riservatezza.

Tale condizione non è certamente contenitiva rispetto al timore, spesso realistico, di possibili conseguenze per la carriera professionale.

Altro aspetto riguarda la preparazione e formazione di coloro deputati alla gestione del personale.

Il percorso formativo dovrebbe essere improntato, sin dalla formazione nelle scuole ma ancor più nella progressione della carriera, alla capacità di valutazione degli aspetti emotivi e motivazionali del personale, per meglio far fronte alle conflittualità che possono emergere nelle dinamiche di gruppo.

  • Situazioni che possono portare all’isolamento e all’emarginazione di persone che necessitano invece di aiuto.

Le richiamate criticità potrebbero essere superate attraverso la previsione di centri di ascolto presso lo studio dei professionisti interessati e di corsi di formazione per la gestione del personale che interessino i diversi comandanti, sia della categoria ufficiali e sia di quella ispettori.

Quali iniziative

Per quanto attiene alla problematica del fenomeno suicidario, questa Organizzazione Sindacale ha proposto il convegno intitolato ”L’aumento delle Psicopatologie nelle Forze di Polizia: cause e soluzioni”, tenutosi il 18 ottobre 2019, con l’ausilio di medici professionisti e con l’intento di fornire progettualità che possano essere di ausilio ad arginare il fenomeno dei suicidi, una delle prime cause di morte violenta tra le forze dell’ordine.

In tale sede, sono state evidenziate le possibili cause riconducibili a condizioni di lavoro spesso disagevoli, quali turni incessanti, scarse risorse, una burocrazia perniciosa.

Non da meno è l’assunzione di gravose responsabilità, quest’ultime vissute in prima persona e con un senso di solitudine dovuto a un sistema culturale che non favorisce spazi di intimità, ma che sembra invece propenso a ricreare uno stringente sistema di controllo reciproco che sostanzia sentimenti di diffidenza.

In altri casi è, piuttosto, l’assenza di responsabilità stessa o l’impiego in compiti di scarso valore e poco sfidanti, che comportano rischi di depersonalizzazione e di isolamento.

A ciò è da aggiungere la scarsa tutela per le eventuali conseguenze che potrebbero derivare dalle attività istituzionali svolte, e uno stato di isolamento sociale che potrebbe essere dovuto, anche, alla tipologia di professione, alla distanza dalla famiglia d’origine e alle difficoltà di un possibile ricongiungimento familiare.

Al riguardo è stato condiviso con il Comando Generale il progetto LOCI (LARGE ORGANISATION COMPETENCES INDICATOR) con l’intento di  dare una risposta ai rischi sottesi al cambiamento di clima organizzativo in atto, puntando sulla prevenzione e precisamente sull’individuazione di fattori di protezione salienti per l’individuo. (QUI)

Il S.A.F. ha, inoltre, istituito uno sportello di ascolto psicologico rivolto agli iscritti all’Organizzazione Sindacale e ai familiari.

Tra le iniziative legislative l’Istituzione dell’Osservatorio nazionale per il sostegno ed il supporto psicologico del personale delle Forze di polizia, con il disegno di legge 1444, assegnato il 18 novembre 2019 al Senato (QUI).

Tale Osservatorio dovrebbe essere deputato a monitorare e raccogliere in modo sistematico tutti i dati relativi ai suicidi, ai tentativi di suicidio ed alle situazioni di disagio che intessano gli operatori delle Forze di polizia e con l’obiettivo di elaborare programmi di miglioramento delle condizioni di vita del personale delle Forze di polizia, includendovi anche azioni concrete di supporto e sostegno psicologico.

Appare evidente la necessità di procedere, al più presto, all’esame del Disegno di Legge 1444, per poter giungere quanto prima all’istituzione dell’Osservatorio.

        Il Segretario Generale Aggiunto del S.A.F. 

                        (Fabio Perrotta)

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