Tre anni fa la Corte Costituzionale riconosceva il diritto di costituire i sindacati per i militari

L’11 aprile 2018, il giorno successivo alla Sentenza n. 120, la Corte Costituzionale emanò un comunicato con il quale fu resa pubblica la decisione storica del riconoscimento del diritto di associazionismo sindacale per i militari.

Sono trascorsi, ormai, tre anni da tale riconoscimento in attesa della promulgazione di una Legge che è ancora all’esame del Senato.

Basti constare che il tempo medio dell’iter legislativo intercorrente per l’approvazione di un DDL  a iniziativa parlamentare è di 504 giorni (un anno e mezzo), per rendersi conto dell’inammissibilità dei tempi di approvazione della norma.

Tre anni in cui, nelle more dell’attesa dell’intervento legislativo, è stata disdegnata ogni vera forma di libero esercizio delle associazioni sindacali militari da parte dei Ministeri e delle Amministrazioni competenti, nonostante l’espressa previsione contenuta nella citata Sentenza della Corte Costituzionale.

Concetto riportato nel comunicato di quell’11 aprile: “in attesa del necessario intervento del legislatore, allo stato sono le stesse previste dalla normativa dettata per gli organismi di rappresentanza disciplinati dal Codice dell’ordinamento militare”.

Finora ha prevalso la condotta ostativa dei vertici delle Amministrazioni  e della Rappresentanza Militare. [1]

Un rallentamento che ha impedito il reale esercizio dell’azione sindacale, consentendo di preservare interessi particolaristici a spese di tutti i cittadini.

                    Fabio Perrotta 

(Segretario Generale Aggiunto del S.A.F.)

[1] La difficoltà dei delegati CO.CE.R. ad accettare i Sindacati Militari https://sindacatosaf.it/la-difficolta-dei-delegati-co-ce-r-ad-accettare-i-sindacati-militari/

 

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